Come smettere di rimandare grazie all’effetto Zeigarnik

“Procrastinare è come avere una carta di credito:
ci si diverte un sacco finché non arriva il saldo.”
C. Parker.

 

Capita anche a te di dover fare qualcosa di importante, rimandarla e poi  sentirti in colpa per non averla fatta?
Devi lavorare ma ti ritrovi su You Tube a guardare un tutorial su come fare origami?
Hai sei mesi per lavorare ad un progetto e ti ritrovi a scriverlo 24 ore prima della scadenza?
Il tuo motto è: ”Lo faccio dopo…”?

Probabilmente anche tu, come molte altre persone, sei affetto da rimandite, meglio conosciuta come tendenza a procrastinare.
L’abitudine a rimandare è qualcosa di estremamente comune e può essere definita come il meccanismo utilizzato dalla nostra mente per gestire l’ansia che proviamo ogni qualvolta dobbiamo iniziare un nuovo compito o prendere una decisione.
Rimandare le cose da fare, ci crea un sollievo immediato, ma poi, alla lunga, l’ansia aumenta e ci sentiamo in colpa e stressati per quello che dovremmo fare ma continuiamo a rinviare.

Una psicologa lituana a Vienna…no non è una barzelletta! E’ una storia che risale agli inizi del secolo scorso, la dottoressa Bluma Zeigarnik si trova in un ristorante di Vienna e nota un curioso comportamento da parte dei camerieri: ognuno di loro ricorda perfettamente gli ordini ancora da servire, ma una volta che le comande vengono evase, le rimuovono completamente dalla memoria non riuscendo più a ricordare chi aveva ordinato cosa.

Incuriosita dal fenomeno la Zeigarnik decise di studiarlo: affidò a diversi soggetti una serie di esercizi da completare. Si trattava di enigmi, giochi e problemi matematici. Quello che la psicologa lituana faceva di tanto in tanto, era interrompere i soggetti impegnati nella risoluzione degli enigmi. Alla fine dell’esperimento le persone ricordavano maggiormente gli esercizi durante i quali erano stati interrotti piuttosto che quelli portati a termine. Nel 1982, Kenneth McGraw, professore di psicologia all’Università del Mississippi, coadiuvato da alcuni colleghi, decise di rimettere alla prova questo curioso effetto. Sottopose dei volontari alla risoluzione di un puzzle davvero difficile. I ricercatori però li interruppero prima che riuscissero a finirlo, annunciando che l’esperimento era finito. Malgrado ciò, il 90% di loro continuò imperterrito a lavorare fino a quando non riuscirono a completarlo.

Quello che la Zeigarnik prima e McGraw dopo hanno dimostrato, è che la mente umana ha un’innata tendenza a completare ciò che si è iniziato. Quando si incomincia un compito si innesca uno stato mentale di tensione che spinge a portarla a terminarla. Sotto l’effetto di questo fenomeno, un compito interrotto rimane nella memoria meglio e più profondamente di un’attività completata.

L’effetto Zeigarnik viene abbondantemente utilizzato dagli autori di Serie Tv, che lasciano sempre qualcosa in sospeso al termine di una stagione per riprenderla in quella successiva. Anche se quella serie non ci è piaciuta tenderemo a continuare a guardarla per sapere come va a finire la storia. Nelle soap opera questo stratagemma viene utilizzato alla fine di ogni puntata. Persino Charles Dickens, il grande scrittore inglese, lo utilizzò. Le sue storie a puntate avevano un tale seguito negli Stati Uniti che i suoi lettori arrivavano al punto di recarsi al porto per aspettare le navi che avrebbero portato loro il nuovo capitolo.

“Si ok Alessandra molto carine queste storielle, ma cosa c’entra tutto questo con la lotta alla rimandite?”

E’ semplice, applicando l’effetto Zeigarnik al problema della procrastinazione, quello che devi fare quando sei portato a rimandare qualcosa è iniziarla. Non la devi portare a termine, devi solo iniziare, per pochi minuti. Se tu dedichi anche solo alcuni minuti ai compiti che devi svolgere e che stai rimandando attiverai un circolo virtuoso grazie al quale sarai portato a doverli terminare.  E fino a quando non li avrai terminati continuerai a ricordarli: una volta cominciato un compito, la nostra mente sentirà il bisogno di portarlo a termine.

E sai…c’è ancora una cosa importantissima che devo dirti…ma lo farò nella prossima puntata ;)

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