Perché il multitasking è inutile e dannoso

“Il multitasking è semplicemente l’opportunità di incasinare più di una cosa alla volta”
Steve Uzzell

Il termine multitasking (in inglese task significa compito) in informatica è la capacità di un sistema operativo di eseguire più compiti contemporaneamente: mentre stiamo navigando su internet contemporaneamente scarichiamo la posta, installiamo un nuovo programma e ascoltiamo musica.

Riferito all’essere umano il termine designa la capacità di svolgere più attività nello stesso momento. Scrivo una mail e nel frattempo parlo al telefono, mando un sms e contemporaneamente guardo un video, etc.
Essere multitasking viene considerato da molti motivo di vanto: quanto più riesco a svolgere diverse cose insieme, tanto più sono bravo, efficiente e produttivo.
Niente di più sbagliato. Partiamo da un errore di fondo, il computer che lavora in multitasking in realtà fa sempre e solo una cosa alla volta. Il trucco è che lo fa così velocemente che non ce ne accorgiamo. Però, ogni volta che fa una cosa, fa quella e basta. In pratica, porta avanti più progetti contemporaneamente, concentrandosi ora su uno, ora sull’altro.

Il nostro cervello non è poi così diverso da un computer, non puoi scrivere una mail mentre parli al telefono. “Ma io lo faccio di continuo!” starai pensando, in realtà credi di farlo ma non è così. Il tuo cervello per una frazione di secondo scrive la mail e per un’altra frazione parla al telefono, e quindi tecnicamente stai scrivendo e ascoltando solo per la metà del tempo che credi di impegnare in queste attività.

Come dice il professor Earl Miller, docente di Neuroscienze al Massachusetts Institute of Technology:Mentre pensiamo di fare più cose, costringiamo il cervello a passare continuamente da un compito all’altro.”

L’illusione di poter fare più cose contemporaneamente aumenta la produzione di dopamina, che ci fa sentire momentaneamente soddisfatti e ci induce a produrre una nuova “dose” grazie ad una nuova serie di compiti svolti in rapida successione e alternanza.

In realtà – continua Miller – si produce uno sforzo cognitivo continuo che alla lunga si paga in termini di stress, ansia e affaticamento mentale”.

Dello stesso parere di Miller è Daniel J. Levitin, neuroscienziato e psicologo statunitense, che attraverso i suoi studi ha scoperto che il multitasking comporta un più rapido esaurimento di glucosio ossigenato, la sostanza che ci consente di rimanere concentrati. Ecco perché lavorare in questa modalità ci fa sentire spossati e stanchi anche dopo poche ore.
Di fatto quando lavoriamo in modalità multitasking, siamo meno efficienti e rischiamo un vero e proprio esaurimento delle nostre funzioni cerebrali.
Il cervello non è più in grado di separare le informazioni utili da quelle inutili, rimanendo ricettivo verso qualsiasi stimolo esterno. In questo modo siamo costretti ad uno sforzo di concentrazione enorme, a cui però non corrispondono risultati utili per nessuna delle attività di cui ci stiamo occupando.

Tra  i problemi sviluppati da chi lavora tutti i giorni su più cose in contemporanea ci sono:

  • difficoltà a organizzare i pensieri;
  • incapacità di filtrare le cose irrilevanti;
  • difficoltà a ricordare quello su cui ha lavorato;
  • distrazione cronica.

Si può addirittura arrivare ad una diminuzione tra i 10 e i 15 punti del Q.I. (quoziente intellettivo) con gravi conseguenze sulle capacità cognitive e sulla gestione delle emozioni.

Per essere produttivo non hai bisogno di fare più cose contemporaneamente, quello di cui hai davvero bisogno è capire come ottimizzare il tempo che hai a disposizione, eliminando gli sprechi e pianificando in maniera efficace ed efficiente le tue attività.

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