Perchè i cambiamenti fanno così paura?

“Ora scendo le scale, entro nello spogliatoio che mi ha accolto che ero un bambino e che lascio adesso che sono un uomo. Concedetemi un po’ di paura. Questa volta sono io che ho bisogno di voi e del vostro calore.” 

Con queste parole Francesco Totti si è congedato qualche giorno fa, dopo 25 anni, dalla sua Roma e forse per sempre dal calcio giocato. Con grande onestà e umiltà l’ex capitano giallorosso ha manifestato una delle paure più diffuse e comuni tra gli esseri umani: quella del cambiamento.

Da dove deriva questa paura?

Nasce dal nostro istinto di sopravvivenza che ci porta a provare costantemente un forte bisogno di certezze, di sicurezza.

E cosa c’è di più incerto del cambiamento?
Conosciamo tutti il famoso proverbio:“Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel lascia ma non sa quel che trova”.

Quando affrontiamo una situazione nuova veniamo pervasi dal timore di perdere il controllo, tanto che il nostro cervello percepisce il cambiamento come una vera e propria situazione di pericolo, facendoci sentire confusi e a disagio.

Per questo ci creiamo le nostre “zone di comfort” e cioè quell’insieme di situazioni, azioni, luoghi, attività, abitudini, routine, che conosciamo bene e che riusciamo a padroneggiare senza provare disagio.

Vivere solo all’interno di queste zone comode significa però condannarsi a vivere in una prigione, all’interno di confini che impediscono di crescere e migliorare.
In natura tutto ciò che smette di crescere muore, il cambiamento è quindi un processo assolutamente naturale e inevitabile del ciclo di vita delle creature.
Lo sapeva bene Charles Darwin quando affermava “Non sono i più forti della specie che sopravvivono, non i più intelligenti, ma coloro che si adattano meglio al cambiamento.”

Quello che è necessario fare per affrontare al meglio e superare questa paura è iniziare a dare una valenza positiva  a questa parola: evoluzione, crescita, progresso, innovazione, sono tutti sinonimi di cambiamento.

Ricorda, “una nave in porto è al sicuro ma non è per questo che le navi sono state costruite.”

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