Come ha fatto Cristiano Ronaldo a diventare il più forte di tutti

Il dizionario è l’unico posto dove “successo” viene prima di “sudore”
Vince Lombardi

Si potrebbe banalizzare riducendo tutto ad una questione di talento. E’ vero, madre natura è stata sicuramente generosa con Cristiano Ronaldo, ma se il portoghese è oggi il miglior giocatore di tutti i tempi, lo deve solo a se stesso. Dedizione, disciplina, abitudini sane, sono questi i segreti del successo di Cristiano Ronaldo.

“Ero magro e avevo pochissimi muscoli, così a undici anni presi una decisione: sapevo di avere talento, ma decisi che da quel momento mi sarei allenato più duramente di chiunque altro”.

E così è stato. I suoi allenatori più volte lo hanno trovato all’una di notte ad allenarsi da solo in palestra. Dopo l’allenamento, quando i compagni sono già sotto la doccia, lui resta in campo a provare le punizioni, risultato: nessuno ha segnato quanto il portoghese da palla inattiva negli ultimi anni.

Carlo Ancelotti, suo allenatore a Madrid racconta: «Cristiano si allenava sempre, era capace di rimanere fino alle tre del mattino a Valdebebas per curare il suo corpo con bagni ghiacciati, anche se Irina (l’ex fidanzata) lo aspettava a casa. Lui vuole solo essere il numero 1».

Allenamenti che lo hanno portato a sviluppare un corpo capace di performance straordinarie: è tra i cinque giocatori più veloci del mondo. Durante l’ultimo mondiale, nella partita contro la Spagna, ha raggiunto i 33,8 kmh. Mentre nella partita di Champions League contro la Juventus, per lo spettacolare gol in rovesciata, ha colpito la palla ad una altezza di 2,38 metri.

“Puoi allenarti anche nella tua stanza poco prima di andare a dormire o appena svegliato. Se riesci a costruire una tua personale routine sarà molto più facile”.

E sono proprio le routine, le giuste abitudini, che hanno permesso a Ronaldo di raggiungere l’eccellenza. Abitudini che ha sviluppato non solo per gli allenamenti ma anche per l’alimentazione e il riposo:

“Vado a letto presto e mi sveglio presto, specialmente i giorni delle partite. Un buon sonno aiuta a recuperare meglio”.

Segue una dieta ricca di proteine, con tanti carboidrati integrali, frutta, verdura, evita cibi zuccherati e mangia spesso: sei piccoli pasti al giorno.

Tutto questo l’ha portato ad avere una massa grassa del 7%, (la media di un giocatore della sua età del 10/11%); la massa muscolare tocca il 50%, contro il 46% della maggioranza dei suoi colleghi. Dati che di solito sono rilevabili in un atleta di 23 anni.

“La forza psicologia è importante esattamente come quella fisica. Nella mia testa sono il miglior giocatore del mondo. E lavoro sodo tutti i giorni con l’ambizione di essere il più forte”.

Una disciplina ferrea, una dedizione fuori dal comune, un’ossessione per il lavoro figlia della sua fame di vittorie e della sua voglia di essere il migliore.
Leonel Pontes era il suo tutore quando lui era un ragazzino, lo accompagnava agli allenamenti e a scuola e ricorda: «Voleva vincere sempre, qualunque sport praticasse: ping-pong, tennis, biliardo, calcetto, freccette, atletica, uno contro uno, velocità. Penso che una delle cose che l’hanno fatto arrivare dov’è arrivato oggi sia proprio il modo in cui lavorava: sempre di più, sempre di più».

Cristiano Ronaldo è il più forte di tutti perché l’ha voluto più di tutti e ha costruito il suo successo attraverso una serie di abitudini portate avanti con una straordinaria forza di volontà. Un esempio di costanza e perseveranza che chiunque voglia raggiungere l’eccellenza (in qualsiasi campo) dovrebbe seguire.

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